Il campo di prigionia di Fossoli
Il campo di Fossoli nacque come campo di prigionia situato nell’omonima località dell'Emilia-Romagna, allestito dagli italiani nel 1942. Fu successivamente utilizzato dalla Repubblica Sociale Italiana e quindi direttamente dalle SS come principale campo di concentramento e transito (in lingua tedesca: Polizei- und Durchgangslager) per la deportazione in Germania di ebrei e oppositori politici. Nel dopoguerra, vi furono internati prigionieri dello sconfitto regime, fu inoltre usato per campo profughi e fu in esso che mosse i primi passi la comunità di Nomadelfia.
5 dicembre 1943 – 15 marzo 1944 Campo concentramento per ebrei della Repubblica Sociale Italiana
La Repubblica Sociale Italiana apre a Fossoli, in ottemperanza ai dettami della Carta di Verona e dell’Ordine di Polizia n. 5, il campo di raccolta speciale per gli ebrei provenienti dai campi provinciali del territorio della RSI. Dal gennaio del 1944 oltre agli ebrei iniziano ad essere internati nel campo anche gli oppositori politici. Partono anche i primi due treni di deportazione degli ebrei verso lo sterminio a Auschwitz, il 19 e il 22 febbraio 1944. Sul secondo convoglio diretto verso questa meta, viaggia con altri 650 deportati anche Primo Levi che rievoca la sua breve esperienza a Fossoli nelle prima pagine del famoso libro "Se questo è un uomo" e nella poesia "Tramonto a Fossoli".
15 marzo – primi di agosto 1944 Polizei-und Durchgangslager
Nel corso del 1944, diviene il Campo di Polizia e transito (Polizei-und Durchgangslager) utilizzato dalle SS e inserito di fatto nel sistema concentrazionario nazista, quale principale campo deputato alla deportazione dall’Italia verso i lager del Reich.
I circa 5000 deportati politici e razziali internati a Fossoli ebbero come tragiche destinazioni i campi Auschwitz-Birkenau, Buchenwald, Bergen-Belsen, Mauthausen, Ravensbruck. Ad oggi si conosce che tra il gennaio e l’agosto 1944 siano stati organizzati per gli internati di Fossoli almeno 8 convogli ferroviari, cinque dei quali destinati ad Auschwitz.
La Questura di Modena (Rsi) resta a dirigere nel Campo Vecchio (l’area a nord che si affaccia su via Grilli) e vi fonda il campo per internati civili (attivo fino all’inverno del 1944). Già presenti dal febbraio 1944, le SS nel marzo assumono ufficialmente la direzione del campo di Polizia e transito nel Campo Nuovo (l’area a sud-est che si affaccia su via Remesina): prigionieri politici e razziali vengono qui trasferiti dai campi e dalle carceri del nord d’ Italia per essere deportati nei Lager europei. A causa dell’avvicinarsi del fronte e dell’intensificarsi delle pressioni partigiane nella zona, la gestione e il controllo del campo diventano difficili: il 2 agosto il comando tedesco decide la chiusura del Dulag e il suo trasferimento più a nord, a Bolzano-Gries.Si stima che siano passati da Fossoli circa 5000 deportati, di cui la metà ebrei: un terzo dei deportati ebrei del nostro paese transita per il campo di Fossoli.
Agosto 1944- novembre 1944 Centro di raccolta per manodopera per la Germania
Il Campo Nuovo passa alle dipendenze della Direzione generale per l’ingaggio della manodopera per la Germania (Gba) : il campo raccoglie cittadini rastrellati, oppositori politici, uomini e donne da inviare al lavoro coatto nei territori del Terzo Reich. In seguito ai bombardamenti il campo viene trasferito a Gonzaga nel mantovano.
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