PERÙ: Rifondazione si congratula con Pedro Castillo

  • Inviato il: 11/06/2021
  • Da: redazione

Il Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea si congratula con Pedro Castillo per la sua vittoria al ballottaggio delle elezioni presidenziali del 6 giugno 2021. Si tratta di un risultato storico, di enorme portata reale e simbolica, che coincide con il bicentenario della fondazione della repubblica del Perù e che apre una grande opportunità di porre fine ad  un lungo ciclo di egemonia delle classi dominanti e aprirne uno nuovo con il protagonismo delle classi popolari.
Il prossimo presidente Pedro Castillo, è un maestro di scuola elementare di una zona rurale della sua nativa Tacabamba ed un dirigente sindacale del settore. Nel suo programma propone un insieme di trasformazioni strutturali, a partire dalla convocazione di un’Assemblea Costituente per redigere una nuova Carta Magna che sostituisca quella del golpista Alberto Fujimori del 1993, la nazionalizzazione delle risorse strategiche, così come la creazione del programma “Perù libero dall’analfabetismo”.
Castillo ha vinto nonostante tutte le manovre antidemocratiche delle destre, la campagna sporca da “guerra fredda”, basata sull’odio, la paura del “castro-chavismo”, l’anti-comunismo viscerale, delle accuse di “contiguità al terrorismo” di Sendero Luminoso e delle falsità a piene mani, per delegittimare la candidatura di Perú Libre.
Castillo ha battuto l’ingerenza sfacciata della destra latinoamericana, i milioni spesi dalla Confindustria locale (Confiep), l’appoggio a Keiko Fujimori dei grandi latifondi mediatici e di bieche figure come Vargas Llosa (che non ha esitato a evocare la necessità di un colpo di Stato militare in caso di vittoria di Castillo).
Il popolo peruviano ha deciso di voltare pagina e dire basta alla corruzione, all’autoritarismo e alle politiche neoliberiste che hanno soffocato il popolo peruviano in questi anni.
La candidatura di Castillo al secondo turno ha ottenuto l’appoggio di settori democratici e progressisti, di diverse espressioni del movimento popolare, dei lavoratori della campagna e della città, dei popoli originari, del Perù profondo delle regioni interne, dei cittadini che esigono profondi cambiamenti e non accettano che il Paese sia governato ancora una volta dal fujimorismo, espressione della gestione corrotta dello Stato, dell’antidemocrazia, della continuità di un modello che ha messo in ginocchio la grande maggioranza del Paese.
Come già visto in altri Paesi del continente (e negli Stati Uniti), oggi si ripete il copione della destra che si straccia le vesti e, oltre a minacciare il golpe, accusa Castillo di brogli elettorali: accuse senza uno straccio di prova e nonostante tutti gli osservatori internazionali (compresa la UE e la stessa OEA) abbiano certificato l’assoluta trasparenza del processo elettorale.
Ci congratuliamo con Perú Libre, con Juntos por el Perú e le altre forze della sinistra politicae sociale peruviana che, grazie all’unità d’azione, hanno ottenuto una vittoria storica, contro la corruzione e la perpetuazione delle politiche della dittatura di Alberto Fujimori. Auspichiamo che l’unità raggiunta si mantenga e che venga rafforzata, perché solo con la più ampia partecipazione popolare è possibile contrastare l’offensiva reazionaria già in atto e realizzare le grandi trasformazioni di cui ha bisogno il Perù.
Il prossimo governo avrà davanti a sè un compito difficile, dato che non dispone di una propria maggioranza parlamentare. Ma dovrà comunque tener conto delle enormi aspettative e speranze dei diversi settori (dalle donne ai contadini, dalle lavoratrici e lavoratori ai giovani, dai popoli originari agli intellettuali, etc.).
I mass media internazionali,  le istituzioni europee ed il governo italiano devono rispettare i risultati elettorali e contribuire alla stabilità politica del Paese, attraverso la non interferenza.
 
Roma, 10-6-2021