Rifondazione. Sicurezza sul lavoro: basta ipocrisie, occorrono fatti!

  • Inviato il: 11/05/2021
  • Da: redazione

Rifondazione Comunista parteciperà e invita i propri iscritti a partecipare alle molte iniziative di protesta contro l’inarrestabile stillicidio di morti sul lavoro che si terranno da oggi a giovedì in diverse parti d’Italia.
Perugia , Varese, Bergamo, Gubbio, Padova sono alcune delle città che vedranno il modo del lavoro mobilitarsi per i/le morti sul lavoro stringendosi nel cordoglio intorno alle famiglie delle vittime.
Luana D’Orazio, 22 anni, Christian Martinelli, 49 anni, Maurizio Gritti, 46 anni, Andrea Recchia 37 anni, Mario Tracinà, 55 anni, Marco Oldrati, 52 anni, Samuel Cuffaro, 19 anni, Elisabetta D’innocenzo, 52 anni: fa fatica scriverli, nominarli tanta è la pena per l’insopportabile stillicidio di vite umane sacrificate sull’altare del profitto a tutti i costi e prima di tutto.
Ancor più forte è la rabbia nel vedere i tanti politici che hanno governato negli ultimi 10 anni che, nei talk show e perfino nelle commemorazioni dei morti, si profondono in farisaici attestati di cordoglio verso le famiglie delle vittime.
Sono proprio i tagli al personale e ai servizi di controllo sulla sicurezza del lavoro attuati dai loro governi i principale responsabili della tragedia, del triste rosario di morti, che tutti i giorni angoscia noi e getta nella disperazione migliaia di famiglie ogni anno.
La realtà è che nella spinta irrefrenabile ad ampliare all’inverosimile la libertà dell’impresa eliminando ogni vincolo per l’iniziativa privata e ogni tutela sul lavoro gli investimenti sulla sicurezza sono considerati un fardello fastidioso di fare a meno.
Ma le lavoratrici e i lavoratori e i sindacati che li rappresentano non possono più sottostare alla ricorrente e infinita ritualizzazione postuma della scomparsa di migliaia di figli della classe operaia; Occorre dire a chiare lettere che il tempo è scaduto, che bisogna finirla con l’ipocrisia di chi, anche nel momento in cui col PNRR si appresta a spendere valanghe di miliardi per le imprese, non mette una lira per la sicurezza nei luoghi di lavoro.
Basta partecipare alle commemorazioni! Il governo sia chiamato a compiere l’unico atto concreto accettabile: l’assunzione immediata di almeno 7 mila addetti degli enti preposti ai controlli sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, il minimo indispensabile solo per riportare gli addetti ai livelli del 2010.
E lo si dica con la sola iniziativa che può esprimere la forza necessaria quando si tratta di smuovere resistenze politiche e padronali che da troppi anni si rifiutano di ascoltare sia le ragioni che le grandi sofferenze di cui portano tutta la responsabilità: lo sciopero generale.
Maurizio Acerbo, Segretario Nazionale
Antonello Patta, responsabile nazionale lavoro
Partito della Rifondazione Comunista/Sinistra Europea