SETTORE AMBIENTE DEL PRC LAZIO
RUBRICA DI AMBIENTE DEL PRC LAZIO
parte 2
parte 3
parte 4
I REFERENDUM
I MATERIALI
- Manifesto Acqua FdS
- Manifesto Nucleare FdS 1
- Manifesto Nucleare FdS 2
- Pieghevole FdS Lazio - Acqua/Nucleare/legittimo imp.
- Banner Acqua FdS
- Banner FdS Acqua/Nucleare
Quattro sì guardando al futuro.
I prossimi referendum di giugno non sono importanti solo come consultazione popolare, ma possono servire a prefigurare scenari diversi per noi e per i nostri figli.
Quello contro il legittimo impedimento può essere il primo passo verso una società con più “uguali”, senza caste dominanti non soggette alle leggi dello stato, ripristinando perlomeno una parità dei cittadini di fronte alla legge, così come voluto dalla nostra Costituzione stilata dopo la sanguinosa resistenza contro il nazi-fascismo. Dopo il “ventennio“ non dobbiamo e possiamo più accettare che qualcuno si ponga al di sopra della legge.
Affrontare il tema dei beni comuni, partendo dall’acqua sino all’energia, non è solo una necessità di socializzazione degli stessi, realmente con quattro SI cominciamo a cambiare un paradigma, a configurare una società diversa che ponga al centro non il profitto, ma l’uomo ed il suo rapporto con la natura. Secoli di capitalismo hanno trasformato il nostro modo di avvicinarsi ai beni comuni, non più beni da tutelare e conservare per le prossime generazioni, ma da depredare per un guadagno oggi e subito. Votare Si ai quattro referendum significa proteggere la salute impedendo speculazioni che ci danno acqua con l’arsenico o radiazioni nucleari. Gli studi epidemiologici mondiali sono ormai una quantità rilevante e confermano i danni che il nucleare e l’acqua non realmente potabile comportano per il corpo umano tumori e leucemie, oltre a malformazioni dei feti, il tutto prolungato per anni. Votare SI ai referendum significa anche dare finalmente opportunità lavorative alle nuove generazioni, di cui gran parte altamente qualificate e specializzate. Nel ritardo italiano sulle fonti di energie rinnovabili già 120.000 persone lavorano nelle relative industrie e altre 40.000 sono occupate nell’installazione artigianale degli impianti (fonte Confindustria Energia) e se pensiamo alla ricerca ed all’innovazione che queste scelte comportano, dalle fabbriche agli impianti di rigenerazione del silicio, riusciamo anche a capire perché paesi chiaramente capitalisti quali USA e Germania continuino ad investire fondi rilevanti nella cosiddetta green economy.
Il Capitalismo italiano, che per storia e struttura è parassitario rispetto alle risorse statali, tranne strillare quando qualche regola gli impedisce di agire in disprezzo del paesaggio, dell’ambiente e della salute dei cittadini, oggi, oltre a spingere per una sempre maggiore flessibilità lavorativa, dà l’assalto definitivo ai diritti ed ai beni comuni. Quale assicurazione di equità e salubrità dell’acqua potabile ci possono dare aziende cui il legislatore ha già garantito comunque un sovrapprezzo da applicare quale utile dell’investimento? Quale garanzia possiamo avere da chi vuole impiantare centrali che diversi studi hanno dichiarato nocive per la salute degli abitanti nelle zone limitrofe anche in caso di non incidente nucleare? E questo senza pensare allo smaltimento delle scorie nucleari o a sostanze diluite nell’acqua che si fissano negli organi umani.
Solo ripartendo da un nuovo paradigma che ponga al centro delle attività umane la solidarietà, l’uguaglianza e nuovi sistemi produttivi, non più destinati al semplice aumento di un parametro senza significato come il PIL potremo sperare nella stessa sopravvivenza della specie umana in una società più giusta ed equanime.
Per ottenere tutto questo, ed anche l’uscita dalla società dell’obbrobrio edilizio e della mobilità su gomma, occorre votare QUATTRO SI ai referendum di giugno
Gaetano Alibrandi Responsabile Ambiente PRC- SE Lazio- 517 reads
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