Sgombero di Sesto, famiglie senza soluzioni tornano ad occupare

  • Inviato il: 22/05/2021
  • Da: redazione

Stefania Valbonesi
 
Tornano ad occupare, le famiglie sgomberate da viale Primo Maggio a Sesto Fiorentino, in un immobile in cui vivevano dal 2011. Lo sgombero, che aveva visto una serie di vicende complesse, comprese alcune vicende giudiziarie che avevano visto coinvolta la società titolare degli immobili, era stato eseguito a metà aprile scorso.
Il gruppo, per lo più composto da lavoratori poveri, vale a dire con redditi insufficienti a stare sul mercato nonostante la disponibilità a pagare un piccolo canone, non ha trovato altre soluzioni che occupare un edificio vuoto da anni. “Avevamo chiesto al Comune di Sesto di reperire case con affitto calmierato o concordato, vista l’enorme difficoltà per una famiglia monoreddito o precaria di accedere ai prezzi del libero mercato:  a parte un alloggio assegnato ad una famiglia  in graduatoria ERP,  per tutti gli altri solo soluzioni temporanee in albergo oppure in strutture, soluzioni giunte al termine proprio in questi giorni”, raccontano le famiglie.
L’edificio occupato è di proprietà del Demanio dello Stato e fa parte dell’immenso patrimonio pubblico sfitto e dismesso. “Da tempo rivendichiamo l’utilizzo e la  riconversione ad uso abitativo di questo patrimonio, realizzato con i soldi di tutti, che spesso viene svenduto per operazioni speculative anzichè destinarlo ai bisogni sociali – spiegano gli occupanti – tutto ciò dimostra che le case ci sono, ma che sono sempre più inaccessibili da chi, come noi, è stato colpito dalla crisi economica e dalla pandemia Covid, con perdita di reddito e precarietà”.
L’occupazione è stata sostenuta dalla Rete Antisfratto Fiorentina (Movimento di Lotta per la Casa, Resistenza Casa-Sportello Solidale, Gruppo Casa di Campi).
“Ancora una volta chiediamo alle varie istituzioni pubbliche (Comune e Regione) di svolgere un ruolo concreto a favore del diritto alla casa- concludono gli occupanti – rendere disponibile almeno una parte dell’enorme patrimonio edilizio sfitto (sia pubblico che privato) per aumentare l’Edilizia Residenziale Pubblica o per stipulare contratti di affitto accessibili. Il diritto alla casa è un diritto basilare per la vita di tutte e tutti. Chiediamo solidarietà”.
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