Non dimentichiamo le stragi di ieri e quelle di oggi

Non ha dimenticato, Milano, il pomeriggio del 12 dicembre 1969. Non ha dimenticato i suoi morti, ucciso da una bomba fascista con la completa dello Stato, non ha scordato l’assassino di Giuseppe Pinelli assassinato nei locali della Questura di Milano.
Giovani e anziani, nonostante l’orario e il freddo, erano in piazza ieri a ricordare la strage di Stato e quei morti che non hanno ancora avuto giustizia. A Giovanni Arnoldi, Giulio China,Eugenio Corsini, Pietro Dendena, Carlo Gaiani, Calogero Galatioto, Carlo Garavaglia, Paolo Gerli, Luigi Meloni, Vittorio Mocchi, Gerolamo Papetti, Mario Pasi, Carlo Perego, Oreste Sangalli, Angelo Scaglia, Carlo Silva, Attilio Valè e a Giuseppe Pinelli, è andato il nostro pensiero. Alle loro famiglie i nostro rispettoso silenzio. Ieri il presidente della Camera Roberto Fico ha chiesto scusa per i tanti depistaggi e per la mancata vicinanza dello Stato in questi anni.
Noi, con coerenza abbiamo voltato le spalle perché accanto alle scuse per i morti di eri vorremmo le scuse anche per le migliaia di vittime che contiamo nel Mediterraneo, a quelli che vengono ammazzati nei lager in Libia. Stragi di Stato anche quelle, quotidiane e giustificate dal Governo del quale Fico rappresenta il volto umano. Ben poco di umano però hanno le leggi approvate fino ad oggi, che colpiscono là fasce più deboli, che ledono i diritti sociali e individuali, che indeboliscono lavoratrici e lavoratori.
Noi abbiamo deciso da tempo da che parte stare: da quella di chi non si fa irretire dalle buone parole che nascondono pessime azioni. Abbiamo attraversato il centro di Milano fianco a fianco ai giovani, ai movimenti e alle associazioni che ricordano il passato senza retorica ma con lo sguardo ben fisso al presente. Al nostro posto. Come sempre
Segreteria PRC – Milano