Rifondazione: ingiustificabili condanne indipendentisti catalani,arretramento democratico in Europea

  • Inviato il: 14/10/2019
  • Da: redazione

La condanna dei detenuti politici indipendentisti catalani è profondamente ingiusta e costituisce un gravissimo arretramento (retroceso) democratico. Così lo definiscono non solo i partiti e le associazioni indipendentiste  ma anche centinaia di associazioni a cominciare dai sindacati maggioritari catalani Comissions Obreres de Catalunya (CCOO) e Uniò General de Treballadors de Catalunya (UGT), oltre ai partiti spagnoli Podemos e Izquierda Unida che indipendentisti non sono.

Il conflitto politico con la maggioranza del popolo catalano che rivendica il diritto all’autodeterminazione in modo pacifico non può essere nè affrontato nè risolto in sede giudiziaria, tantomeno trasformando manifestazioni pacifiche e un referendum autoconvocato, che nemmeno il codice penale spagnolo contempla come delitto penale, in crimini puniti con pene ingiustificabili da ogni punto di vista.
Questa sentenza è un precedente e una reale minaccia verso ogni forma di lotta democratica e pacifica di natura sociale e politica in Spagna e in Europa.
E’ inoltre gravissimo che il PSOE e il suo governo si siano immediatamente allineati con le posizioni reazionarie del Partito Popolare e di Ciudadanos. Il deficit democratico spagnolo cristallizato in una costituzione scritta da ministri della dittatura franchista segnatamente sulla natura monarchica dello stato e sul mancato riconoscimento della plurinazionalità della Spagna dovrebbe essere superato invece che assunto come fonte di diritto inviolabile.
La libertà dei detenuti politici e la fine della repressione è un obiettivo che deve essere fatto proprio da tutte le forze democratiche indipendentemente dalla condivisione o meno degli obiettivi indipendentisti catalani. Solo con la loro scarcerazione si potrà avviare un dialogo e un negoziato che affronti e risolva democraticamente il conflitto politico con un pronunciamento del popolo catalano in un referendum.
 
 

Maurizio Acerbo, Segretario Nazionale PRC-SE
Marco Consolo, Responsabile Dipartimento Esteri PRC-SE

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