Risorse per l’istruzione non per la guerra!

  • Inviato il: 08/01/2020
  • Da: redazione

Loredana Fraleone*
Insieme ai venti di guerra, scatenati ancora una volta dall’arroganza USA, emergono notizie relative alle spese militari che il nostro paese sostiene in Medio Oriente, ossia circa due miliardi solo nelle aree interessate da occupazioni di contingenti NATO, che come si vede in questi giorni tutto hanno portato tranne che la pace. Diventa allora più stridente l’atteggiamento dei governi passati e il presente, che dovrebbero obbedire all’articolo 11 della Costituzione, quello per cui “l’Italia ripudia la guerra”, e garantire secondo altri principi costituzionali diritti prioritari come quello allo studio.
Come si è visto con le dimissioni del ministro Fioramonti, non è stato possibile reperire un miliardo per il fondo che garantisce il funzionamento dell’Università, che scivola sempre più in basso rispetto agli altri paesi europei, per numero di iscritti e laureati in costante calo.
Di conseguenza il sistema accademico e della ricerca si avvale sempre più di lavoro precario, oltre a premiare le università che fanno pagare tasse “congrue” agli studenti (leggi università del Nord).
In questo contesto è preziosa la mobilitazione nazionale proclamata dal coordinamento dei “Ricercatori determinati” per il 9 gennaio, che oltre a chiedere finanziamenti adeguati si batte per una riforma del reclutamento e del sistema di valutazione gestito dall’ANVUR.
Il Partito della Rifondazione Comunista/SE è al fianco dei lavoratori e degli studenti nella mobilitazione del 9 gennaio, e in tutte le occasioni di lotta per il diritto a un lavoro dignitoso e allo studio.
 
*Responsabille Scuola Università e Ricerca PRC/SE

Categoria: