Questionario sul lavoro del PRC Regione Lazio

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Lavoro nel Lazio, partiamo dalla sicurezza Introduzione al questionario sulla sicurezza sui luoghi di lavoro. PDF icon Lavoro_nel_Lazio-Partiamo_dalla_Sicurezza.pdf

Presentazione del questionario sul lavoro

Inchiesta sulla Sicurezza sul Lavoro.


Qual è la condizione attuale delle tutele sul posto di lavoro? La sicurezza è garantita? Esiste un sommerso riguardo le tematiche della sicurezza?

Il questionario nasce dalla volontà del Partito della Rifondazione Comunista di dare risposte reali a queste domande, risposte che nelle pubblicazioni ufficiali non si trovano o, meglio, si trovano solo alla fine, nelle cifre degli infortuni e negli elenchi sui morti sul lavoro.

Ti chiediamo cinque minuti del tuo tempo per compilare un questionario anonimo che ci permetta di verificare la nostra ipotesi: molto spesso incidenti e morti sul lavoro non sono solo infortuni, ma veri e propri omicidi bianchi dovuti all’esasperata ricerca del profitto.


Questionario sulle condizioni di sicurezza nei luoghi di lavoro*
 

I rapporti Inail per il 2019

(https://www.inail.it/cs/internet/docs/alg-dati-inail-2019-ottobre.pdf relativi soltanto al periodo 1 Gennaio-30 Settembre) indicano la presenza di 468.000 denunce per infortuni sul lavoro, con 780 decessi accertati, cui vanno aggiunti tutti gli incidenti accaduti a chi lavora in nero o in altre forme precarie oppure che semplicemente non è coperto da assicurazioni Inail (basti pensare ai Vigili del Fuoco) e che quindi non può o non vuole denunciare. Nel 2018 le denunce erano state oltre 645.000, con 1218 decessi accertati (https://www.inail.it/cs/internet/comunicazione/sala-stampa/comunicati-stampa/com-stampa-relazione-annuale-inail-2018.html). Il 10% di queste tipologie è riconducibile a malattie professionali. Ricordiamo che, per convenzione, i politologi riconoscono un conflitto come “guerra” dai mille morti in su.


La moltiplicazione delle forme contrattuali e la precarizzazione delle forme di lavoro ha creato atomismo e difficoltà di rappresentazione di auto-rappresentazione da parte del lavoratore, sia preso come attore singolo, sia preso in quanto soggetto collettivo.

A causa delle forme precarie e della facilità di licenziamento, agevolata dalla “riforma” dell’art.18 dello Statuto dei Lavoratori, il lavoratore è sempre più solo e soprattutto più ricattabile sotto l’incudine della facile e veloce risoluzione del contratto in essere. Inoltre, la (non) lunghezza dei rapporti di lavoro rende dispendioso, in termini di tempo e denaro, per i datori di lavoro il dover continuamente formare e istruire i nuovi dipendenti sull’applicazione delle misure corrette per essere sicuri sul posto di lavoro. Si pensi a posti di lavoro come i call-center, in cui si effettuano rotazioni di centinaia di dipendenti ogni pochi mesi e in cui spesso i contratti sono firmati su base mensile.


In queste difficoltà di auto-rappresentazione, di ricatto e di isolamento di classe risiedono le difficoltà dei lavoratori, i quali sono poco o nulla a conoscenza dei propri diritti riguardo le prestazioni lavorative prestate oppure, laddove ne siano a conoscenza, non riescono a esercitare i propri diritti senza rischiare la già precaria posizione lavorativa raggiunta.


Spesso si assiste alla mancanza totale di conoscenza delle tutele che il datore di lavoro deve fornire ai lavoratori. In questa non conoscenza si annidano poi i soprusi che i datori mettono in pratica quotidianamente verso lavoratori che spesso neanche immaginano l’esistenza di obblighi e diritti. Soprusi che poi spesso possono tradursi in veri e propri infortuni in cui, ai danni morali e psicologici, si aggiungono anche quelli fisici spesso anche di grave entità.

In altri casi invece i lavoratori sono a conoscenza dei loro diritti ma le aziende non pongono in essere le condizioni minime di sicurezza o lo fanno con poca accuratezza, mettendo a repentaglio la sicurezza dei lavoratori.


Con questo questionario intendiamo dare risalto alle reali condizioni del lavoro e dell’annessa sicurezza all’interno della Regione Lazio, volendo intervistare chi lavora o chi risiede nelle varie province di questa regione.


La prima parte del questionario, somministrabile via internet o in forma cartacea, servirà a raccogliere i dati per stratificare ed evidenziare le problematiche maggiori. È la parte cosiddetta “quantitativa” del questionario stesso, e consterà di circa 25-30 quesiti. Ci riserviamo e ci auguriamo la possibilità di approfondire ulteriormente con una seconda parte mediante interviste qualitative che possano approfondire solo certi temi con coloro i quali avranno mostrato la presenza di problematiche varie rispetto alla sicurezza sul lavoro e che vorranno sottoporsi a tali interviste.


Il questionario intende indagare le fasce d’età dei lavoratori coinvolti, la dimensione dell’azienda/ambiente lavorativo, le forme contrattuali d’appartenenza, la conoscenza di diritti e norme basilari in fatto di sicurezza sui luoghi di lavoro, la presenza e la conoscenza delle figure sindacali e delle RLS più una stima sugli infortuni avvenuti nonché sulla percezione di pericoli realmente esistenti.

Il lavoro porterà poi alla realizzazione di un “Libro Bianco sulla Sicurezza sul Lavoro” da presentarsi con iniziative pubbliche al termine dei lavori.


Il questionario è stato preparato e verrà elaborato da Enrico Strina, dottore di ricerca in Studi Internazionali presso l’Università Roma Tre con specializzazione in Sociologia dei Conflitti.


Enrico Strina (Roma, 1983) è laureato in Scienze politiche e Dottore di ricerca (PhD) in Studi Internazionali con una tesi sulla Sociologia dei Conflitti nei Balcani. Collabora con la cattedra di Sociologia Generale della Facoltà di Scienze Politiche dell’Università Roma Tre. Attualmente è impiegato come consulente in una società che svolge servizi di supporto a ministeri e agenzie dipendenti dai ministeri dell’Interno e delle Finanze. Mediante queste consulenze è, dal 2016, impiegato a tempo quasi pieno nella struttura del Servizio Centrale del Ministero dell’Interno che gestisce la rete Sprar a livello nazionale. Iscritto a Rifondazione dal 2000 al 2006 e recentemente re-iscrittosi al PRC, ha lungamente militato nei collettivi universitari per cui ha anche rivestito ruoli di rappresentanza nelle istituzioni universitarie.

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