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NO TAV, FERRERO (PRC – FDS) SCRIVE UNA LETTERA A MONTI

Questa mattina, 2 marzo, è stata consegnata alla Presidenza del Consiglio una lettera aperta di Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione comunista – Federazione della Sinistra, nella quale si chiede al premier Monti di sospendere i lavori del Tav in Val di Susa.

Nella lettera aperta Ferrero propone al Presidente del Consiglio, in vista del Consiglio dei Ministri che si riunirà oggi pomeriggio, di «determinare un pubblico confronto sulle motivazioni che stanno alla base dell’opera e sulla valutazione costi benefici della stessa».

Di seguito il testo integrale della lettera di Ferrero a Monti.

Roma, 2 marzo 2012

Ufficio stampa Prc:

Roma, 2 marzo 2012

 

Egregio Presidente,

in qualità di segretario di una forza politica non presente in Parlamento e non essendo il Parlamento attuale rappresentativo delle effettive posizioni politiche presenti nel paese, mi rivolgo a Lei attraverso la forma un po’ inusuale della lettera aperta.

Il motivo della missiva è quello di avanzare una proposta rivolta a Lei ed a tutto il Consiglio dei Ministri che oggi pomeriggio si riunirà per discutere del Tav in Val di Susa.

La proposta che le avanzo è semplice: il governo decida la sospensione immediata dei lavori al fine di poter determinare un pubblico confronto sulle motivazioni che stanno alla base dell’opera e sulla valutazione costi-benefici della stessa. Ovviamente questo confronto deve essere pubblico e tecnico: gli italiani hanno il diritto di sapere come vengono spesi i loro soldi e se l’opera è espressione di una utilità pubblica o unicamente di interessi privati, anche se molto potenti. Un confronto tecnico che un governo che si definisce tecnico non dovrebbe aver difficoltà ad accettare.

Avanzo questa proposta perché questo confronto non è mai avvenuto: in tutti questi anni gli organi statali o parastatali hanno semplicemente discusso di come fare il TAV in Val di Susa, mai se farlo. La discussione non è mai stata finalizzata ad assumere la decisione ma solo a come motivarla, nonostante il forte calo del trasporto merci e passeggeri tra Italia e Francia renda palesemente inutile quest’opera faraonica. Confido sul fatto che, avendo il passato governo deciso di porre fino allo spreco di danaro pubblico legato alle realizzazione del Ponte sullo stretto di Messina, il Suo governo voglia porre fine allo spreco di denaro pubblico che si sta realizzando in Val di Susa.

In attesa di un Suo positivo riscontro,

Paolo Ferrero, segretario nazionale PRC
PS Le segnalo un interessante dossier di Pro Natura, disponibile all’indirizzo web http://www.pro-natura.it/torino/pdf/150ragioninotavnov2011.pdf, che spiega perché l’opera in questione è inutile, dannosa e rappresenta un intollerabile spreco di denaro pubblico. Si tratta di argomentazioni mai confutate che sono certo la potranno interessare.

 
Al Presidente del Consiglio

Palazzo Chigi Roma


 

TAV – FERRERO (PRC –FEDERAZIONE DELLA SINISTRA): RICOMINCIATA VERGOGNOSA CACCIA ALL’UOMO IN VAL DI SUSA

Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione Comunista – FdS ha dichiarato: “In val di Susa in questi minuti è ricominciata una vergognosa caccia all’uomo, con metodi inaccettabili. Sono state fermate del tutto gratuitamente varie persone tra cui la segretaria di Rifondazione Comunista di Bussoleno, insultata e malmenata, a cui è stato anche impedito di parlare per telefono con il sottoscritto. Una vergogna, indegna di un paese civile in cui lo stato invece che dialogare con la popolazione li tratta come nemici da reprimere.

Evidentemente il tentativo è quello di esacerbare ulteriormente gli animi e per questo richiedo al governo di fermare la repressione e i lavori della TAV, al fine di aprire finalmente un dialogo con la popolazione”.


 

VALSUSA. POLIZIA IRROMPE NEI BAR (video)

 


 

Notav, intervista a Nicoletta Dosio

di Stefano Galieni

«Sono arrivati a tirare i lacrimogeni dentro le case stanotte».

Nicoletta Dosio una delle grandi voci del movimento No Tav racconta con lucida indignazione dell'ennesima notte di repressione che lo Stato sta portando avanti in Val Susa «Ieri notte abbiamo tentato di bloccare i poliziotti. Dovevano fare il cambio di turno e abbiamo cercato di... impedire a quelli che uscivano dall'Alta valle per andare verso Torino e il Sestriere, nei loro alberghi. Ci siamo mossi verso l'1 e la gente è scesa in strada ma un ora dopo sono arrivati contemporaneamente quelli che dovevano smontare il turno e quelli che dovevano iniziare. Ci siamo ritrovati con centinaia e centinaia di agenti contro, quasi una camionetta a testa. Sono partiti con idranti e lacrimogeni. Noi siamo scesi dall'autostrada per tornare alle automobili. Loro hanno fatto una manovra di accerchiamento e ci hanno inseguito nel paesino di Salbertrand tirando lacrimogeni fin dentro le case. La gente ci ha accolto e ospitato. Si pensava che dopo il quasi assassinio di Luca avrebbero diminuito l'aggressività invece erano ancora più arroganti. Evidentemente il loro capo Manganelli da loro la forza e l'autorità per essere esecutori consenzienti dell'arroganza fascista».

Di Luca che notizie si hanno

«Anche stamattina ci hanno detto che è stazionario. In una situazione difficile, maciullato dalla caduta e dalla folgorazione ma non sembra in pericolo di vita anche se resta in rianimazione. Ieri ad un certo punto mi era arrivata una comunicazione terribile che per fortuna si era rivelata non esatta. Ma l'intera vicenda è assurda e dimostra come non esistano neanche le più elementari forme di rispetto della democrazia borghese».

Una dinamica da raccontare

«Luca è caduto perché i poliziotti lo inseguivano. Luca ha anche formalmente la proprietà di una parte di quei terreni è un contadino. Eppure, con il suo corpo per terra, sono ripresi i lavori. I 20 ragazzi che erano con lui sono rimasti nella baita mentre veniva spianato il bosco di castagni che anche Luca aveva contribuito a costruire. Ora è rimasto il deserto e solo la baita. Il magistrato è arrivato, hanno interrogato i ragazzi come testimoni e ora sono anche inquisiti. Siamo in pieno fascismo. Hanno fatto leggi che neanche rispettano. Noi proprietari dei terreni non siamo stati informati dell'esproprio. Chi lo ha svolto non ci ha mostrato alcuna autorizzazione. Hanno alzato le loro reti come fosse un carcere. Qui la democrazia non esiste più, esiste l'arbitrio per cui quando neanche le loro leggi sono sufficienti passano al manganello. Un gruppo di noi ieri mattina è stato bloccato mentre tentava di raggiungere Luca e gli altri. Gli agenti che avevano già saputo di quanto accaduto ci ridevano in faccia. Questa è la situazione».

E gli operai hanno continuato i lavori come nulla fosse?

«Si, sono stati anche richiamati in servizio quelli dell'Italcoge che era in fallimento. Si è trattato di una operazione mass mediatica squallida per dimostrare che se si aprono i cantieri si crea lavoro. Ma che lavoro? Si tratta di schiavi consenzienti che oggi si prestano a un lavoro indecente e che domani – se un giorno dovesse cominciare la realizzazione della galleria – cominceranno a morire per l'amianto e l'uranio che si troveranno addosso. Ma non insegna nulla il processo Eterniti? operai che hanno continuato, richiamato in servizio Italcoge grancassa mas mediatica cantiere che se si apre da lavoro, schaivi consenzienti, amianto uranio morire per lavoro indecente e conseguenze processo eternit. Quest'opera corrompe anche moralmente, dimostra come si possano avvelenare contemporaneamente il mondo e le coscienze e portare ad un deserto ambientale e umano».

Oggi come prosegue?

«Abbiamo dalla mattinata ripreso a fare i blocchi autostradali. Con noi c'è molta gente, ci sono giovani e anziani. La partecipazione alla manifestazione di sabato dimostra che non si molla. Gli elicotteri volano sulle nostre teste e ci attendiamo altri attacchi ma resisteremo. Qui c'è gente determinata e la grande e lucida rabbia che cresce è un carburante potente. Non riusciranno a spegnerla con gli idranti. Stasera, come ogni sera, ci riuniremo in assemblea e decideremo come andare avanti. Secondo me la rabbia e l'arroganza della polizia è un segnale di debolezza che dobbiamo cogliere. La nostra è una ragione collettiva che può e deve vincere, e poi scopriamo sempre più di non essere soli».

A cosa ti riferisci

«Alle infinite manifestazioni di solidarietà di ieri. Ai tanti e alle tante che sono scesi in piazza per tutta Italia, fino alla Sicilia anche con le nostre bandiere per confermarci che sono con noi. Vorremmo abbracciarle tutte quelle manifestazioni. Una solidarietà ci rafforza, ci fa credere ancora di più di avere ragione e che ci conferma come tante lotte e vertenze siano collegate alla nostra e ognuna si rafforza grazie alle altre. Uno spirito di fratellanza che ci permette di lottare per difendere il futuro. Un pensiero però va ancora ai nostri compagni arrestati per quello che pensano. Li vogliamo liberi».