News da rifondazione.it

Scheda previdenza di Marilde Provera

  • Inviato il: 18/02/2021
  • Da: redazione

Il sistema pensionistico
PREMESSA
In questi giorni si torna a paventare il rischio di un deficit incombente sull’INPS a cui si rischia di dovere far fronte con un abbassamento delle prestazioni previdenziali.
Cosa questo significhi concretamente è difficilmente perscrutabile in quanto l’attuale mole di uscite per CIG (a diverso titolo e in diversa forma), per ristori assistenziali COVID (riguardanti le più diverse categorie del mondo del lavoro) non hanno nulla a che fare con il sistema previdenziale ma riguardano solo la parte di intervento assistenziale.

Scheda Pubblica amministrazione di Fausto Cristofari

  • Inviato il: 18/02/2021
  • Da: redazione

Questa sintetica scheda vuole fornire una breve e sommaria informazione relativamente al rapporto fra Recovery Plan (R.P.) e Pubblica Amministrazione, con l’avvertenza che da essa restano fuori temi fondamentali quali “Salute”, “Istruzione e ricerca”, “Giustizia”, per i quali si rimanda a relativi appositi approfondimenti, sapendo inoltre che numerose altre tematiche (ad esempio quella dei trasporti, o dell’inclusione sociale) si intrecciano strettamente, in maniera trasversale, con il ruolo del Pubblico nel nostro Paese.

Il lavoro nei Call Center di Cadigia Perini

  • Inviato il: 18/02/2021
  • Da: redazione

Il lavoro nei Call Center inizia a svilupparsi in Italia alla fine degli anni ’90 con la liberalizzazione dei servizi di telefonia e conseguente nascita delle prime aziende italiane di telecomunicazione, (Omnitel e Infostrada create da Olivetti) alternative alla monopolista Telecom.
Negli ultimi anni c’è stata una crescita notevole delle società di Call Center, ma le loro caratteristiche, le condizioni di lavoro, sono molto differenti rispetto al loro esordio.

Rifondazione Comunista: oggi dalle 14.00 a Roma, in Piazza San Silvestro, con la sinistra di alternativa contro il governo Draghi

  • Inviato il: 18/02/2021
  • Da: redazione

Oggi alla Camera il governo Draghi riceverà la fiducia da una maggioranza che dimostra come, di fronte alle ricette neoliberiste, le differenze politiche spariscono.
Rifondazione comunista intende costruire un’opposizione sociale e politica ad un progetto che minaccia la democrazia, che in nome dei profitti realizza un “arco incostituzionale” che affronterà solo i problemi delle “aziende sane”, mandando al macero lavoratrici e lavoratori non competitivi sul mercato

Acerbo (PRC-SE): Draghi non ha citato la Costituzione. E’ il governo dell’arco incostituzionale

  • Inviato il: 17/02/2021
  • Da: redazione

Nel suo discorso Mario Draghi non ha citato la Costituzione, la Resistenza e l’antifascismo. Forse è meglio così. Ci evita l’ipocrisia di altri.
Il solco su cui nasce il governo è la fedeltà ai trattati europei che vanno in direzione opposta rispetto agli obiettivi programmatici della carta costituzionale.
Questo è un governo che unisce l’arco incostituzionale dei partiti che dagli anni ’90 hanno condiviso – pur litigando per i telespettatori – le politiche neoliberiste che hanno prodotto fine dell’intervento pubblico, devastazione dello Stato sociale

Acerbo (Prc-Se): regime Draghi, vietato manifestare davanti a Montecitorio

  • Inviato il: 16/02/2021
  • Da: redazione

Il banchiere non è ancora premier e già si sente puzza di regime.
La Questura di Roma ha negato oggi a Rifondazione Comunista e altre organizzazioni della sinistra radicale il permesso di manifestare davanti a Montecitorio giovedì prossimo in concomitanza del voto di fiducia al governo Draghi.

Ramon Mantovani: elezioni in Catalogna

  • Inviato il: 16/02/2021
  • Da: redazione

Il 14 febbraio si sono svolte, in condizioni eccezionali, le elezioni del parlamento catalano.
Prima di elencare i risultati, di proporre una sommaria analisi degli stessi e della nuova situazione politica, è necessaria una premessa.
Un dato spicca su tutti. Ha votato il 53% degli aventi diritto. Alle ultime elezioni del 21 dicembre 2017, convocate d’autorità dal governo del Partido Popular allorquando, dopo le ben note vicende del referendum unilaterale d’autodeterminazione, sciolse il Parlament e commissariò la Generalitat, votò il 79% degli aventi diritto.

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